TAROCCHI EVOLUTIVI


Questa pagina sarà un contenitore per le informazioni che ho condiviso di recente con un cerchio di donne care amiche. Queste informazioni vogliono restituire ai Tarocchi la giusta dignità, togliendoli dal retaggio di semplice strumento di divinazione e usandoli come mezzo di riflessione sulla Vita, sul ruolo dell'Uomo ma soprattutto su quello della Donna. Attraverso la Numerologia ognuno di noi rientra all'interno della Ruota dei Tarocchi e si colloca sincronicamente sul sentiero di Luce che lo guida un passo dopo l'altro verso il Dio interiore. 


Questa che sto per pubblicare è una canalizzazione ricevuta lo scorso settembre da Ahyrnel, un Essere di Luce a me molto vicino, che mi ha spesso aiutata a riportare le informazioni più vibranti sugli argomenti di mio interesse. Il contatto con lei è stato sempre molto fluido, e di completa fiducia da parte mia. Avevo bisogno di trasmettere un punto di vista sui Tarocchi che fosse nuovo e in questo lei ha saputo darmi la giusta intonazione. La trascrizione è precisamente come l'ho ricevuta, ovviamente omettendo le parti che più mi riguardavano da vicino. Devo fare però un appunto, che durante il mese e mezzo che è durata la canalizzazione, io mi sono trovata a provare emotivamente nella vita quotidiana lo stato che corrispondeva esattamente alla carta che avrei canalizzato quella sera, come se l'insegnamento dovesse cristallizzarsi in me per aiutare la comprensione profonda. Questo significa che alcune parti che leggerete forse risulteranno poco legate le une alle altre, avendo dovuto togliere delle frasi. in questo caso scrivetemi pure per chiarimenti.
In ogni caso spero che questa chiave di lettura possa aiutarvi a comprendere che strumento meraviglioso sono queste carte.

TAROCCHI – LA NUOVA VIA AL SUBLIME
Cari fratelli e sorelle,

da sempre siamo abituati a considerare questi quadrati colorati come forieri di notizie belle o gravi sulla nostra vita, li cerchiamo come indicatori di scelte, di oracoli illuminanti quando la sicurezza delle umane vicende ci sfugge di mano e vogliamo affidare all’esterno una scelta che invece dovrebbe essere ricercata nelle nostre più grandi profondità.

Io ora intervengo affinché tutto questo possa avere fine, per mostrarvi come ogni singolo quadrato illustrato sia una chiave di una porta dentro il vostro cuore e la vostra mente, dove la risposta già risiede e non voi avrete bisogno di usare alcun riferimento esterno perché la risposta sorgerà a galla dalla vostra mente ed illuminerà il cuore e vi aiuterà a spostarvi bene nei parametri della vita. I Tarocchi, come voi li chiamate, sono un percorso di conoscenza verso l’illuminazione, sono un disegno antichissimo ma sempre attuale di quelle che sono le umane vie visibili ed invisibili. Raccontano ciò che l’Anima vive dal momento in cui si incarna a quello in cui si stacca e ciò che si nasconde dietro ogni angolo o ogni singolo evento.

Mi permetto di intervenire attraverso questa mia amica e sorella perché in lei il seme della conoscenza è diventata forte quercia, ha accolto in sé il mio insegnamento e molti sono coloro che si rivolgono a lei per ricevere la distribuzione di questo sapere.

Meditate sulle carte, sui colori e forme, ascoltate e indirizzate le chiavi che aprono il cuore e la mente e non usate logica, andate al di là, imparate ad essere aperti e a stupirvi.




ORIGINE DEI TAROCCHI

Quando la tradizione orale percorreva questo pianeta, quando non esistevano scuole, gli Antichi Sapienti hanno iniziato a condensare in immagini ciò che non poteva essere troppo spiegato o detto. Hanno riassunto in queste immagini ciò che poteva entrare in diretto contatto con la mente umana, conferendo ad ogni immagine un’impronta di sogno.

I Tarocchi sono potenti perché racchiudono in sé l’energia pensiero degli Antichi da cui hanno ricevuto il compito di riassumere concetti altamente spirituali. Quando osserviamo una carta, quello che ci parla è tutto l’antico retaggio umano che essi condensano ed è quel tipo di archetipo con cui noi entriamo in contatto quando ci approcciamo a loro. Trattiamoli quindi con molto rispetto perché rappresentano l’illustrazione del percorso di ognuno di noi, dei nostri avi e predecessori.


PRIMA PARTE - LA VIA DELL'ALTO - IDEALI ED ARCHETIPI

Per essere ben predisposti allo studio evolutivo dei Tarocchi è necessario approssimarcisi con umiltà e tenere a mente che ciò che non riusciamo a comprendere è proprio quello che abbiamo bisogno di comprendere con più urgenza. Cuore umile e mente aperta.


La carta che parla di Cuore è il numero 3, l’Imperatrice, là dove esso è frutto di 1 + 2, il Bagatto e la Papessa , l’operatività e la conoscenza, corpo e mente, abitati da un Cuore che pulsa sangue nelle nostre vene. Iniziamo quindi meditando sul 3, sulle sue forme rotonde, che ci insegnano a prendere la vita con flessuosità, senza spigolature, come fa l’acqua con la terra che anziché invaderla la aggira, aggira gli ostacoli rappresentati dalle montagne, ma alla fine arriva comunque al mare. Il 3 visto orizzontale è il sorriso, è un seno, materno e accogliente, è un abbraccio.

Ci insegna che amalgamando gli ingredienti a nostra disposizione (1+2) otteniamo un risultato, una ricetta d’amore. Capite il miracolo contenuto in questa piccola figura? Nel piccolo c’è qualcosa di grande nascosto, c’è sempre un macrocosmo nel microcosmo.

Ora non accusatemi di fare confusione se ho iniziato dal 3, ma era per mostrarvi il meccanismo alla base della Vita su questa terra, vostro pianeta che vi ospita. La Terra è il terzo pianeta a partire dal Sole. Ci avevate mai pensato? Il 3 per voi è il numero chiave. Il 3 dei Tarocchi è la forza femminea che rappresenta la fecondità e il grande dono della generosità, è la forza che diede vita alla Cultura della Dea ed è la forza verso la quale il vostro pianeta sta tornando per  evolversi. L’Imperatrice rappresenta tutte le potenzialità espresse di una donna giovane (non solo per età), autonoma, sicura di sé e soprattutto autocosciente, del proprio ruolo di salvatrice del mondo, fatto con amore e accoglienza, guidata però non dal sacrificio, che è egoistico, ma dallo slancio di risposta ad una invocazione d’aiuto, che è la generosità.

Ogni donna dovrebbe incorniciare in casa il 3 – L’Imperatrice – e guardarselo per ricordarsi ogni giorno della propria dignità.

L’imperatrice è Iside, moglie di Osiride, madre di Horus, colei che intraprese il viaggio per ricostruire il corpo smembrato del marito per dargli la pace dopo la morte. Senza Iside non c’è continuità – il suo culto è poi stato trasformato nella figura di Maria, madre di Gesù, la quale donò completamente se stessa nelle mani di Dio Padre. Che ogni donna prenda spunto da questo per ricordarsi sempre della propria dignità e non soccombere ai ricatti dei bisogni emotivi che sono frutto di antiche ferite. Prendete spunto da qui per andare in profondità a conoscere le vostre ferite, portateci luce, guaritele, amatele e date loro un nome. Così esse smetteranno di sanguinare.

Ecco l’importanza del numero 3 per questo Cerchio.


Parlavamo del 3 e dell’importanza delle donne, ora torniamo all’1, che è maschile e legnoso, rispetto al 3 che è femminile e rotondo. Vedi i due numeri come sono diversi, opposti e complementari tra loro.


1 è l’unità da cui tutto ha inizio, è il seme che feconderà il 2, è lo sposo, il principio attivo che dà la vita, è il legno dell’albero da cui nascerà il frutto grazie all’interazione del seme che è il 2, che lo segue. Uno è spigoloso perché è essenziale, non ha bisogno di nulla, è sfrondato perché dà tutto a tutto e tutto da lui si diparte. L’1 è vita perché contiene tutto in sé in potenza. Questa è la giusta affermazione per comprendere la carta del Bagatto, colui che sta, il Fuoco, colui che ha tutto in sé in potenza, il factotum, il generatore, il creatore, il costruttore di cose. Per questo è anche chiamato Mago, perché può creare dal nulla ciò che vuole. Il Bagatto ha a disposizione tutti gli elementi per creare la propria realtà, la propria Terra, è protetto, ha la Sapienza dalla sua parte, che lo guida, perché la Papessa lo segue subito, vigila su di lui, segue le intenzioni che il Bagatto mette nelle cose. Questo perché il Bagatto è un 1, quindi manca di esperienza, è colui che è appena arrivato, la memoria del vivere non è nel suo bagaglio conscio, l’ha lasciata al Matto che lo precede. E così ha bisogno di una guida, guarda verso destra, guarda verso il futuro per agganciarsi ad un’intuizione su ciò che verrà. Questo è l’Uomo quando voi lo incontrate, abbiatene cura perché non sa quello che fa molte volte, ma non per incapacità ma per mancanza di contatto con il proprio potenziale che ha davanti a sé ma non sa come usare. Nei Tarocchi la figura maschile è sempre guidata perché al maschile manca la metà che la Donna custodisce in sé e ha bisogno di capire quanto sia importante sposarsi con l’altra metà per arrivare a se stesso, cioè all’1, ma per lui tornare indietro sarebbe una sconfitta e allora fugge pensando di salvarsi , ma quello che fa è andare indietro, allo 0, dove trova il Matto, colui che vive perso, e si smarrisce. Con uno sforzo di volontà ha bisogno di tornare avanti, dove incontrerà il 2, sposando il quale genererà il 3, che può affrontare tutte le prove perché è completo.

Il cammino dell’Uomo è molto più difficile di quello della Donna. La Donna sa che nella fusione ritrova se stessa, l’Unione Suprema con il Tutto. L’Uomo sente che nella fusione perde se stesso perché si snatura della propria essenzialità che apparentemente gli basta. In questa eterna fuga e eterno ritorno si snodano le umane vicende, fino al momento in cui l’Uomo, assetato e disperato, smette di combattere contro se stesso, depone le armi dei castelli in aria, diventa concreto, costruisce e nel procedere incontra in modo naturale l’altro da sé e ci si fonde. È così che entra in scena il 2, la Grande Madre e prima guardiana della Soglia della Ruota dei Tarocchi, colei che tutto sa ed attende nel silenzio che il Destino le si faccia incontro.


Eccoci arrivati al 2, il numero che identifica in sé due contraddizioni, la legnosità dell’uno e la rotondità del 3 che verrà. Il 2 è un movimento verso lo sconosciuto, è il passo che facciamo guardando verso il passato perché il viso è rivolto a sinistra, ma con una parte si protende a destra, il domani. In sé contiene già il seme di ciò che ci aspetta e rappresenta il coraggio di accogliere la novella di portarla avanti nel tempo per iniziare un nuovo percorso. La Papessa lavora così. Essa è la prima guardiana del Tempio, colei che custodisce l’Antica Sapienza, colei che sa che non può fare tutto da sola ma attende l’azione del’1 per produrre il 3. La Papessa è una custode che tiene in sé le energie affinchè queste non siano mature ad essere rilasciate. Essa è l’attesa consapevole, la pazienza, lo studio delle Antiche Leggi che ci servono come base per andare avanti. Senza la sua conoscenza non si supera la soglia, non si va oltre. E’ una figura seria perché conosce le leggi della Vita e ci indica che ogni processo ha le sue fasi precise. Saltarne una ignifica vanificare il risultato. Apparentemente la Papessa induce alla stasi, ma è un fermo salvifico, non ci è permesso muoverci altrimenti non arriveremo da nessuna parte.

Io la sto percependo come una difficoltà di percezione perché la sua energia è estremamente  statica, invita alla riflessione per entrare in uno stato di contemplazione, grazie al quale potremo poi percepire quello che si nasconde dietro il velo. Essa ci invita a voler sollevare il velo per vedere al di là delle apparenze, ma questo è uno stato che si guadagna altrimenti la visione ci accecherebbe. Se noi avremo l’umiltà di fermarci, di far radicare in noi il seme che il Bagatto ci ha inoculato potremo allora rimanere gravide di Vita e generare il 3. I 9 mesi di gestazione danno vita ad ognuno degli stadi necessari alla formazione di quella macchina perfetta che è il corpo umano. Senza l’umiltà della comprensione di questa semplice legge, bruceremo tutti i nostri sogni in una ridda di colori inafferrabili. Prendete in mano l’invito della Papessa ed immergetevi nella contemplazione del grande Mistero racchiuso dentro di voi. Nella contemplazione dell’Amore che vi abita e ci anima, entrerete in contatto con uno strato di Verità e Luce e Colore che vi abita e vi identifica. Usando questa Luce e questo Colore nella Vita di tutti i giorni sarete produttivi e fruttuosi per concretizzare ciò che gli occhi della Mente e del Cuore hanno visto, vi hanno permesso di vedere in un quell’immenso abisso meraviglioso che è l’Animo Umano. Come in Alto così in Basso, ciò che è dentro di voi è una fotografia di ciò che Dio è. Siate nella pace, emettete la Pace, avrete la Pace. Il due raccoglie e lancia fuori da sé, è lo slancio del coraggio di coloro che non temono sapendo che le loro azioni sono guidate perché sono temporeggiate secondo il sincronismo celeste. Imparate il sincronismo celeste, state nell’Energia dell’Ascolto per raccogliere i doni dell’Energia Madre che tutto crea, fecondata dall’Energia Padre 1+2=3, Padre + Madre = Creatura / Creazione. Nell’Unione delle 2 Metà del Cielo è nato l’Uomo e la Creazione dei Mondi. Nella contemplazione del Cuore con il lavorio e la seziona tura della Mente nasce la nuova Gerusalemme dentro di voi. Le chiavi sono i vostri occhi che si lasciano stupire dalla Creazione del nuovo mondo. Siete esseri meravigliosi, fratelli e sorelle della Luce più sopraffina, è meraviglioso lavorare con voi e collaborare alla vostra risalita al Padre. Che bello vedere come vi sviluppate e crescete giorno per giorno, è bello contemplare le vostre anime che si confrontano. State nella pace, state nella pace, state nella pace.


Ti volevo parlare dell’Imperatore, sai che siamo arrivate alla fine del primo mini ciclo, in cui si è raggiunto il primo frutto possibile nella vita umana, il primo fiore di base, quello più monocellulare possibile, ora dopo l’avvento della completezza del 3, della Donna Imperatrice, immancabilmente ci viene, le viene incontro la forza maschile, perché il vostro è un mondo di dualità e non le si può sfuggire.

Ora, l’Imperatore è un 1 arricchito, è uno stadio maschile più elevato, perché l’uso e la messa a frutto delle potenzialità ha generato un essere consapevole delle proprie forze, capace di esercitarle nella materia. Il 4 è il numero legato alla Terra, alla concretezza, il 4 costruisce. Cosa costruisce? Il 3 + 4 costruiscono la vittoria, il 7, il Carro colui che può andare lontano, che ha operato un miracolo attraverso il proprio discernimento. Il 4 + 1, un passo avanti, incontra l’Entità Spirituale della Via dell’Alto, il Papa, colui che ha vissuto l’immedesimazione nella materia con l’Imperatore, nello stadio dell’Imperatore e da essa ha imparato a distaccarsene, ha imparato dalle esperienze della vita a fare a meno della materia per elevarsi. Non ne ha più bisogno. Quindi l’Imperatore è una base, come il 4 ha una larga base nella materia, è un indicatore di stabilità e potere, è uno stadio più evoluto dell’uomo, il quale ha imparato  a fidarsi della Donna e la sente come un suo complemento senza la quale non potrebbe esistere, né esercitare il proprio potere, che gli deriva  anche dal fatto che lei lo guarda negli occhi e lo riconosce. Lui si sente riconosciuto, non è lui che deve riconoscere. La Donna gli dà un senso e in nome di questo senso e della collocazione che la Donna gli dona, egli può arrivare alla stabilità. Il Bagatto era come un figlio, un ragazzo. Attraverso la Sapienza della Papessa che gli dà un’anima e la fusione con l’Imperatrice che lo arricchisce, egli diventa Uomo e può da lì assurgere alla figura successiva, il Papa, il quale rappresenta un ulteriore guardiano della Soglia. Siamo sul limite di un'altra prova della vita. Se il potere dell’Imperatore viene ben esercitato si arriva al Carro, altrimenti il 3 viene meno e si torna al Bagatto, le prove ricominciano ma questa volta le opzioni positive si trasformano in pesanti prove da cui ne usciremo solo con un grande sforzo di volontà ed un’ enorme umiltà, perché dovremo tornare indietro in tutti i sensi. Meditate sulle vostre vite e pensate a quando vi hanno fatto tornare indietro e avete di nuovo incontrato la Papessa, con la sua lentezza e prosopopea, o tante Imperatrici mascherate da false amiche che erano solo specchietti per le allodole, belle fuori e vuote dentro. Pensate al bisogno di nutrimento che avevate e come avete lavorato per risalire la china e riconquistare il terreno perduto, la Terra perduta, il 4 perduto, il potere perduto. Riuscendo a tornare al 4 significa tornare a casa, il posto che ci custodisce, la nostra vera radice. Lo riconoscete subito quando il giro ricomincia perché è un riappropriarsi di sé, di tutto ciò che vi ha sempre dato gioia nella vita, un calarsi in una realtà di salvezza e di benessere. L’Imperatore è un Padre che ci coccola e ci mostra il bastone del comando che dovremo cominciare ad usare consapevolmente e con umiltà.




Parleremo del 5, la seconda Soglia, e poi faremo una pausa per interiorizzare e proseguire al passo successivo che è il 6, il test di prova per proseguire verso l’altra metà del Cerchio della Via Alta.

Il Papa è innanzitutto lo Specchio della Papessa come integrazione alle proprie azioni, al proprio fuoco, si trova davanti la Terra (Toro - Papessa) rispetto al proprio Fuoco (Ariete - Bagatto), così l’Imperatore (Fuoco – Leone) si trova di fronte il Papa (Terra – Vergine), tutto espresso ad 1 ottava superiore. L’Imperatore ha il problema dell’Ego e del Potere, il Papa lo testa e lo controlla affinché queste due caratteristiche 7 voci non rimangano di servizio e non sommergano le chiamate dell’Alto  e dell’Anima.


Abbiamo 2 espressioni maschili (1 e 4) e 2 guardiani (2 e 5) che cercano di equilibrarli. Abbiamo la nascita di 2 numeri primi


1 + 4 = 5 – Papa



2 e 5 = 7 – Carro

Il Papa precede la prima vera prova di attitudine a vivere con equilibrio su questo pianeta, il Carro è il risultato del test, se è stato superato.


  

5 + 7 = 12 – L’Impiccato

Tutto porta all’umiltà e umiltà è una parola chiave del Papa, il quale ha vissuto le fasi precedenti di immersione nella vita e nella materia, le esperienze lo hanno arricchito e ora può guidare. Il Papa è avulso dalla realtà materiale. È un guardiano, e come tale solo deve essere considerato, il 5 è un numero primo di primaria importanza perché anche lui è iconograficamente e graficamente misto, prende e trasmette a chi lo segue, indica una guida, qualcuno che raccoglie in sé per distribuire. La sua distribuzione è a prescindere, il risultato non lo interessa, il Papa non guarda chi lo ascolta, per lui è importante divulgare il messaggio che ci sono forze superiori a noi che ci aiutano nel viaggio, se avremo l’umiltà di ascoltarle ci porteranno lontano. Il Papa non è condizionato dal risultato, le sue parole sono sparse per chi le vuole cogliere, a prescindere, e non si preoccupa del risultato. Instilla i semi per svegliare gli ascoltatori e metterli in grado di superare gli ostacoli di una scelta equilibrata che si farà nel passo successivo nel 6, colui che raccoglie ciò che ha seminato.

Il Papa deve essere guardato come distacco e centratura ed è questo che ci insegna, eleviamoci, distacchiamoci.

Il Papa dice: porta il tuo messaggio e non preoccuparti di altro.


L’Appeso, il 12, l’1+2 del suo giro, questo sei tu in questo momento, che ricevi nonostante tutto, che ti capitano cose anche se non vuoi, che vorresti fermare il processo in corso. Staccati da questo sentire basso, sei solo stanca perché come tu giustamente senti ti stanno arrivando tante cose, ma non sei sola, noi ti diamo la forza, sì rilassati, sì, trova la tua pace, ma non volere fermare questo meraviglioso processo / scambio tra noi, andiamo avanti, mi prenderò io cura di te, non ti preoccupare e abbandonati. Hai visto i tuoi sogni, tanti messaggi che ti dicono che i tempi si stanno avvicinando, che i miracoli avverranno per tutti, che molti veli cadranno, non scoraggiarti proprio ora. Ti prego, proseguiamo. Stasera era solo per spiegarti questo, per spiegarti che ti senti come nel viaggio delle carte. 

Sei nel 6, nell’Innamorato, hai visto come sei arrivata ad essere Papa, ora è il momento di vedere se riesci a passare oltre e io ti dico che puoi farcela se ti stacchi dal mare emotivamente, oggi è un giorno di test, te l’ho provare per farti sentire sulla pelle cosa significa essere l’Innamorato, che alle spalle ha l’esperienza del Papa, ha il cammino dall’1 al 5 e ora è in grado di mettere a fuoco la giusta scelta, sapendo che così passerà oltre e vincerà. L’Amore qui è chiamato in causa perché Dio lo sostiene alle spalle, lo ispira e lui deve attenersi alla propria voce interiore per imparare. Tu stai facendo lo stesso. Ora tanti giochi si sono mossi.

Da una parte hai LA TUA FAMIGLIA CHE E’ LAVORO

Dall’altra hai LA TUA MISSIONE A CUI SEI CHIAMATA

Entrambe sono missioni importanti. Una sta per concludersi per garantirsi la concentrazione su un polo, ma finché il processo non è completo, tu sii te stessa in entrambe, con la tua bellezza e il tuo sorriso e non ti fare abbattere né scoraggiare. Con i tuoi tempi e la tua energia e il nostro aiuto faremo insieme il percorso che ti porterà vincitrice fino al passo successivo. Hai capito l’Innamorato? Come è importante alimentarsi del percorso fatto finora per andare avanti più ricchi affinché le prove e le tentazioni di retrocedere non ti sfianchino più? Questo è un giorno magico di grandi decisioni, so che hai già deciso ora in questo momento come muoverti, tutto si incastrerà perfettamente. Sarò al tuo fianco, guiderò con te, ti seguirò in ogni passo. Raccontando questa esperienza tu saprai far comprendere bene il significato dell’Innamorato a livello evolutivo.

Io sono con te,tu sei con me, noi ci completiamo, donna con donna, donna antica con donna moderna, in un eterno rimando. Quindi quando sei in crisi, sai che lì c’è l’insegnamento più grande e hai visto come sei riuscita a fare tutto con amore e pazienza, puoi dare tanto perché hai tanto. Ti voglio bene e sono nel tuo cuore e inondo il tuo cuore di ogni bene.


Avendo superato l’intoppo di ieri, del 6, che come vedi, tutto trattiene in sé e fa difficoltà a lasciare andare, ci troviamo nel dominio del 7, che per la sua importanza e livello numerologico e di Tarocco, divideremo in due parti.

Intanto il 6 è come un’antenna che capta ed introita in sé, prende e macina, rimugina e costruisce ma non comunica, non disperde, non rilascia, accumula fino a scoppiare nel 7, che è apertura.

Ieri l’accumulo emotivo dovuto alla Luna Rossa ben si sposava con l’azione passiva di accumulo del 6, inoltre è molto legato all’Innamorato, dove tutto è movimento circolare che porta all’inazione, se la scelta è sbagliata: tondo è l’alone di luce in cui è rinchiuso l’Angelo, l’Innamorato si muove tra due, una donna si muove verso di lui e pure l’altra, per perorare la propria causa presso l’Innamorato e fargli effettuare la scelta. L’Innamorato è quasi passivo, preda delle motivazioni delle due questuanti o donne che motivano il perché dovrebbe scegliere una piuttosto che l’altra. È un movimento piccolo e impercettibile ma fondamentale per l’avanzamento del cammino.  Ed è catartico perché il 6 deve scoppiare per aprirsi e generare il passo successivo, il successore, il 7 che guarda in faccia il proprio passato ma si slancia già verso il futuro. Il segreto per non arrivare ad un deragliamento emotivo del 6 è aprirsi con fiducia, dietro ispirazione dell’Angelo, e partorire dolcemente la scelta, partorire dolcemente l’Amore verso se stessi, perché è l’amore verso noi stessi e la nostra dignità che farà sì che la scelta sia giusta per noi in quel momento preciso. Con un parto dolce nascono figli sereni, noi saremo figli sereni di noi stessi partoriti dal nostro nucleo con Amore, avremo introiettato in noi la Sapienza del Papa che deriva dall’autorevolezza dell’Imperatore, che si nutre dell’indipendenza dell’Imperatrice, che si basa sulle conoscenze della Papessa che prendono spunto dall’intraprendenza del Bagatto. Così sappiamo chi siamo, cosa ci spinge dietro, la catena d’Amore che ci lega a tutti gli aspetti della nostra anima e personalità sono lì, a faccia scoperta, a giocare con noi un nuovo ruolo, è come vedere 6 personaggi uno dietro l’altro, tutti facenti parte dello stesso essere. Ed è con questa consapevolezza che noi saliamo sul Carro, e possiamo tenere in mano le redini della nostra vita.

La lezione del 6 e del 7 ha avuto bisogno di tempo per maturare ma è stata ben compresa.

Il 6 è per verificare il grado di maturità, il 7 gli fa riferimento per andare oltre e si radica nel passato per saltare nel futuro, ha poca radice nel presente, è un passaggio, per questo per i Maya rappresenta il canale perché è un momento in cui le azioni più che mai dipendono da ciò che è venuto prima e il loro risultato non sarà visibile se non nel lungo termine. Il Carro è un mezzo di trasporto che porta lontano, non è un risultato immediato, è come il quinconce, una vittoria conseguita nel futuro, frutto di un comportamento concentrato verso un obiettivo. Non confondere il Carro con la vittoria immediata. Il Carro ha alle spalle tribolazioni e prove. Per questo è un Trionfo, perché chi ci arriva se lo è decisamente guadagnato. Per lo stesso motivo troviamo un altro guardiano subito dopo, perché dopo tanto successo, la testa potrebbe prendere il volo e quindi la Giustizia è una fermata obbligatoria per metterci di nuovo alla prova. Come vedi nei Tarocchi la storia dell’Uomo è la descrizione della costruzione di un argine in cui incanalare la forza che dentro ci inonda e fluire così con l’energia dell’Universo. Se tu tieni a mente questo e leggi la tua vita con questi occhi, tu capisci il perché di tante cose, di tante prove, di tanti arresti subiti dall’energia, da quanto sia necessario stare fermi per permettere che l’argine sia alto abbastanza da contenere tutto quello che abbiamo dentro senza che questo venga disperso. La dispersione è il pericolo maggiore. Per non disperdersi bisogna radicarsi, produrre, divulgare, vivere dentro ciò che stai producendo, divulgando, essere, divenire quella nuova consapevolezza che si è appena prodotta. Così si comprende il senso della Vita, il senso profondo di questo insegnamento. Ecco perché ho fatto trascorrere giorni interi prima di passarti queste informazioni. Ora sento che tu hai compreso, anche se ti manca ancora un pezzettino prima di arrivare alla conclusione finale che si completerà con il completarsi di questo Cerchio d’Amore.


Oggi parliamo dell’8, di cui ormai sai tutto a livello simbolico, ma quello che voglio aggiungere è che 4 + 4 = 8 – le due Terre generano l’Infinito – ma quali sono le due Terre – passando per il Bagatto alla Papessa all’Imperatrice all’Imperatore abbiamo un miniciclo di sapienza e crescita  a livello umano – un raggiungimento di stato – una ministoria, un primo ciclo, un primo livello. Se lo ripetiamo il livello si alza, come quando ricominci il giro dello Zodiaco, come quando ricominci il ciclo dei 52 anni, avrai un Bagatto evoluto che si fonde con una Papessa fluida e solida, da cui nasce l’Imperatrice/Iside completa, pronta per proprio sposo Imperatore/Osiride, quindi un megaciclo evoluto che sfocerà per forza di cose, per richiamo energetico, nell’8, cioè nell’, nell’Infinito .

Questa è la vera equazione dell’8, è un secondo tentativo di varcare la soglia, è il quinconce, e siccome prima c’è stato un giro a vuoto, il questuante questa volta non si fa sfuggire l’occasione e ce la mette tutta per superare se stesso e vincere la partita.

Gli 8 hanno alle loro spalle un tentativo fallito e rischiano di rimanere incagliati in quel fango, ma molti hanno la consapevolezza di ciò che possono diventare e ce la metteranno tutta e ce la faranno.

per comprendere il passaggio seguente bisognerebbe conoscere alcune cose sulla mia vita che sono intime. Ho cercato di mantenere un nesso logico nella trascrizione, ma va da sé che forse alcune frasi possono non essere perfettamente chiare e me ne scuso con chi legge:

Cambia l’idea che hai di te stessa, come dice Braden, e cambia di conseguenza la realtà. Stai dove sei e stacci bene. La realtà, quella realtà è molto usurata, la sua trama è tutta sfilacciata e ci sono enormi dispersioni. Allora, per guarire tu impara a dare per quello che ricevi – sai che ti viene chiesto tanto, tu dai tanto e porta lì la tua regalità, non scendere il gradino – già lo stai facendo, insisti su questa posizione di equilibrio statico, in cui dai e prendi, sei nella tua regalità ma con umiltà – come la Giustizia, che rappresenta l’Equilibrio Regale del dare e avere e mantenimento della propria autorevolezza. C’è stato uno scatto profondo in te in questo, ma ancora non hai portato dentro il cambiamento totale, la mente ancora si ribella – ma ci stai arrivando, guarda la Giustizia, terzo occhio/intuito, presenza/autorevolezza, Equilibrio regale/potenza – guardiana della soglia, prima di procedere oltre devi guardare in faccia la tua realtà reale – se stai e sostieni lo sguardo della Giustizia con la Purezza di cuore e intenzioni, tu passi oltre.


Quanto tempo!

Sì, cara, non ti eri accorta di quanto fosse trascorso in termini di tempo umano, ma è così è. Del resto stai considerando 1) la fine di un ciclo – siamo arrivati alla carta n. 9 – L’Eremita


2) le carte lente (Giustizia – Eremita) – ci vuole tempo – esse parlano del tempo necessario per arrivare ad una meta – la Giustizia nel senso che prima o poi nel tempo c’è un conto che viene presentato, ma non nel senso cristiano/cattolico di colpa da scontare, ma nel senso che le scelte ti portano prima o poi a fare i conti con te stesso, verso te stesso – l’Eremita parla di tempo nel senso che 1) Bagatto dopo che hai deciso di iniziare e 2) Papessa ti metti nella giusta direzione, 3) Imperatrice, trovi il giusto modo, 4) Imperatore nell’ottenere una stabilità e benessere, 5) Papa che ti permettevi guardare verso l’alto così che non è più solo la materia a preoccuparti per il sostentamento, 6) Innamorato, sei guidato verso una scelta più consapevole e 7) Carro, ottieni il giusto movimento dentro e fuori, 8) Giustizia facendo le giuste cose al momento giusto, 9) Eremita, ti rendi conto che l’unica cosa che conta è la chiarezza che ogni tuo singolo gesto deve possedere, nella pazienza di attenersi ai cicli della materia, mai prima né dopo, solo con l’attesa che il frutto sia maturo, solo nella consapevolezza che DIO NON ARRIVA MAI IN RITARDO (e questo lasso di tempo te lo dimostra), solo così, seguendo la legge dell’Eremita, noi possiamo essere in grado di attingere il distacco necessario per tuffarci nel caos della RUOTA e arrivare ad un nuovo ciclo che ci permetta di guidare la nostra vita.

Senti come l’energia si sta sistemando in te, senti come lavora  ti rende consapevole del valore e del significato delle mie parole.



Due parole sul numero 10. Egli deriva dal suo predecessore, il 9 che chiude il ciclo dell’Essenza e dà vita allo sdoppiamento, la seconda possibilità, o meglio, LA POSSIBILITA’, intesa come incarnazione, completamento del ciclo iniziale 1 – 9 e coagulazione delle idee espresso in esso, in potenza. Ora nella possibilità, la potenza prende corpo, si incarna e diventa evento, diventa vita, l’Uomo si mette alla prova nell’esperienza. Il 10 è quindi inizio di un ciclo superiore non per livello energetico ma per coraggio dell’anima che abbandona il recesso pacifico per il caos del mondo duale. E subito in questa discesa incontra la massima sfida, gli istinti, la parte bassa a lei finora sconosciuta che se non viene domata, ti doma.

Il 10 in realtà è microcosmo che contiene in sé sfida e soluzione. Il pericolo di farsi trascinare e indicazione che arrivare al centro è la lezione da imparare per uscire dal ciclo, per tornare da dove si  è venuti o meglio per essere centrati in mezzo al caos. Fortuna intesa come sorte, va bene o va male, fortuna come occasione per imparare, fortuna come possibilità di apprendimento profondo delle umane vicende, anche qui c’è la possibilità di andare e di tornare, e qui si parla pure di tempo, di cicli e dell’assoggettamento di questo mondo sublunare alle leggi naturali, senza osservare le quali non si può vivere. La Ruota non prevede distacco ma insegna la maestria di farcela e stare fermi mentre tutto intorno a noi scorre, è l’accettazione della Vita stessa ed esprime il nostro legame con essa. Accettazione della nostra natura umana e mortalità, che troverà il suo completamento nella Forza e nell’Appeso. Da adesso in poi le vicende diventano estremamente complesse perché si entra sempre più nel profondo dell’invischiamento materico e non vige più solo la legge spirituale dell’Archetipo Assoluto, ma esso prende forma fisica e ogni suo gesto ha una conseguenza ben precisa nell’ambiente circostante. Si entra nel Mondo, da cui si uscirà con la carta del Mondo, dopo che, avendo accettato tutto ciò che ci serviva per affrancarci, possiamo lasciare tutto, perché siamo diventati tutto, ci siamo arricchiti e così facendo, avendo integrato in noi il principio, lo lasciamo per imparare dell’altro.

Tu sei sempre nell’ispirazione, sei nell’ascolto e questo mi dà gioia. So che stai viaggiando a grande velocità e che sei molto occupata a sistemare e a mettere a frutto tutte le energie che si stanno modificando dietro di te, sei chiusa e concentrata nel mettere al loro posto tutti i singoli pezzi affinché tu possa essere centrata sull’equilibrio interiore, esattamente come fa la Forza, la quale ha un atteggiamento di fermezza e autorevolezza, ha raggiunto un elevato grado di autocontrollo, che non è autorepressione, ma autorevolezza e grandezza dentro di sé, che le permette di vivere il mondo emotivo ed istintuale con distacco, riuscendo a vincere sulle pulsioni ed uscire trionfatrice dell’ultima battaglia, quella contro il proprio lato ombra, che ombra non è, ma è luce coagulata e densa perché rappresenta l’opportunità di elevarsi.


Attraverso la parte bassa raggiungiamo l’Alto, vedi che la Forza condensa in sé l’Universo intero, il concetto di dentro e fuori, di sé = altro da sé, di integrazione del lato oscuro, di collegamento all’Infinito e contatto con la Madre, quindi canale di comunicazione tra i due emisferi, così come il cappello rappresenta il cervello e l’energia che circola tra i due emisferi. Così come il cerchio che la Donna e il Leone, la Bestia, formano, danno vita ad un grande circolo energetico che crea un campo magnetico, quindi due polarità antitetiche che si attirano formando, coagulando un loro mondo e tutto ciò che questo rappresenta, non per niente la Forza 11 è il secondo gradino dell’1 che trova la sua finalità nel Mondo, il 21.

Quindi l’1 – Bagatto ha tutto in potenza

             l’11 – Forza ha messo a frutto gli strumenti e crea

             il 21 – Mondo che è la maturazione di ciò che abbiamo seminato in precedenza.

Del resto l’11 è uno dei due numeri sacri che non si fonde nel 2, ma mantiene una sua identità precisa di sdoppiamento dell’opportunità, si avrà sempre una secondo chance, una seconda vita, una seconda possibilità, un dopo a qualsiasi cosa abbiamo già fatto, ma ad un livello più elevato di quello precedente. Se a questo punto l’11si fondesse diventando 2, ma creeremmo una nuova opportunità di elevazione ma un’integrazione di contenuti che ci metterebbero davanti ad un lungo cammino di autoconoscenza. Per ottenere il 2, deve essere l’1 che decide di dare un senso a se stesso. Ma l’11 non ha senso in questo senso, it stands for itself. Autodefinizione – il mio senso lo trovo nel cambiare registro alla mia vita, regolando le energie in entrata ed in uscita fino ad alzare autonomamente il livello energetico personale e a farmi arrivare eventi che mi facciano svoltare.

Questo è l’11, è una semi-fine che preclude ad un nuovo inizio che ci spalanca le porte del Mondo con l’ingresso nella densità, nella Terra, in cui si impara la comprensione, con la speranza, il desiderio e l’anelito di incontrare il Mondo alla fine del viaggio, la piena auto-realizzazione.





SECONDA PARTE - LA VIA DEL BASSO - EVENTI E UMANE FACCENDE





Parliamo del secondo giro, della fine di un mondo, quello delle Idee, del mondo dal quale l’Anima si affaccia per guardare giù e curiosare tra i vari aspetti della realtà densa della materia. A volte l’Anima è spaventata, perché sente che potrebbe essere in trappola, racchiusa dentro la materia, stato in cui non le è permesso volare velocemente da un mondo di coscienza all’altro. Ma soprattutto è spaventata perché sa che non ricorderà la sua origine, la Fonte del Tutto e che soffrirà la solitudine del distacco. Dovrà riconoscere e ha paura di non riuscirci. Dovrà imparare nuovamente a fare tante cose e ha paura di cadere lungo il percorso, di smarrirsi nei mille sentieri di possibilità della materia. Ma soprattutto ha paura di non riuscire ad amare e vivere quell’Amore totale, unico e meraviglioso in cui è immersa e che le è imprescindibile, come un fascio di luce che fuoriesce dal cuore e nutre lui e tutto il suo circondario.


Questo è l’Appeso, colui che vorrebbe ma non se la sente, che è trattenuto dalle proprie paure nell’intraprendere l’azione di vivere.


La sua numerologia lo porta a stretto contatto con l’Imperatrice, il 3, di cui è la somma – l’Appeso è la nota densa del principio architipale dell’Imperatrice. Mentre questa è la realizzazione in Cielo dell’Anima che fuoriesce dall’incontro delle possibilità (Bagatto) con la saggezza (Papessa), l’Appeso è la nascita in un mondo in cui queste possibilità si concretizzano, ma ancora non sono, e la saggezza è nascosta (12) e non contenuta nella somma (3), come se le proteine che formano il nostro corpo nell’Imperatrice sono già entrate nell’organismo mentre nell’Appeso devo ancora mangiarle. Quindi fare la fatica di procurarmele, prepararle per l’ingestione, digerirle e permettere loro di formare il mio corpo.

Questo è un processo che si riscontra in tutte le carte del giro della densità, perché in esse è insita l’azione da portare avanti, che nella corrispondenza alta è invece implicita.

A questo livello siamo nella fatica di vivere, di farci l’esistenza, passo dopo passo, sforzo dopo sforzo, così come l’Appeso si sforza nel mantenere la sua posizione senza essere vittima delle oscillazioni che lo farebbero sentire smarrito.  Ha  bisogno di mantenere l’equilibrio ma ovviamente è uno stato estremamente precario. La sua posizione non è in Cielo né in Terra ed è così che si sente, né capace di adattarsi alla vita densa, né capace di poter tornare indietro. Lui è la sospensione e tale rimarrà finché non si farà scivolare nel Finito ed incontrerà la Morte. Lui che simboleggia l’ingresso alla Vita sul piano denso, incontra la prima legge della Terra, quella del decadimento e della fine.



Accettando la propria fine, che tale non è, ma cambiamento di stato, comprendendo i cicli da cui proviene, accetta la sua nascita, si incanala nel tunnel ed esce alla Luce. Del resto la Morte è equiparata a Saturno, che nel corpo fisico governa le ossa, di colore bianco, luce condensata.

Ora è arrivato il momento di mettere nero su bianco le informazioni relative a questa carta così semplice e complessa. E’ semplice perché va in una sola direzione, ma è complessa perché comporta scelte drastiche che pongono fine a miriadi di programmi umani comunemente intesi.

Fate un respiro profondo per entrare in questa visione.

La Morte, così com’è intesa tradizionalmente, è la forza che porta a compimento un ciclo, una vita, un’esistenza, un processo, un divenire.

In questo contesto che stiamo illustrando, essa vuole rappresentare la polarità bassa dell’Imperatrice, dove questa è il frutto e quella il suo contraltare, la Fine. Il frutto è giunto a maturazione e ha portato a compimento il processo. Non per niente 1+3 = 4, numero della Terra, è la valenza della completezza dell’Imperatrice. Quando l’Imperatrice esaurisce il proprio compito, così la Morte entra in gioco mettendo in azione l’elaborazione del prodotto. E’ la Manifestazione dell’Io compiuto su questo piano. Manifesta l’avvenuta presa di consapevolezza di un processo di crescita che è iniziato quando gli archetipi della Perfezione, 1 + 2, Bagatto e Papessa, si sono sposati, portando a compimento l’Unione Alchemica ed hanno dato vita alla Trinità, allo sviluppo di una coscienza Alta, in contatto con Dio. La Manifestazione del Prodotto di questa coscienza è l’Imperatrice, la sua avvenuta maturazione.  Quando siamo in grado di vivere, diventare luce della coscienza materializzata, ecco che incontriamo la Morte. E’ scarna, perché è la nostra Essenza, miete re e gente comune perché non conosce dualità, è vicina a Dio, è spietata perché ha il suo disegno/matrice dentro e solo questo segue, perché ha il potere della concentrazione  per il conseguimento dell’obiettivo che è proprio la Manifestazione della nostra Essenza nel Qui e Ora. Ecco perché è associata al cambiamento. Entra in gioco quando la presa di consapevolezza non ci fa più stare dentro la forma che avevamo fino ad un minuto fa. Ecco perché taglia e miete. Ci distacca da ciò che ormai non ci appartiene più e ci prepara/pulisce la strada verso un domani/presente/futuro che è immanente ed E’.

La Morte è ferma e salda sui suoi conseguimenti, ma si muove ed è flessibile e sinuosa verso l’aggiustamento del focus, onde integrare ulteriori lampi di chiarezza in arrivo subito dopo.

E’ il momento di preparazione della nuova coscienza ad entrare in contatto con il mondo delle forme che abbiamo precedentemente ideato, desiderato, pianificato, secondo quanto lo Spirito ha ispirato in noi, sussurrando all’orecchio.

L’insegnamento della Morte è: concentrazione, essenzialità, senso di unità, libertà dal giudizio, disciplina e manifestazione di un proposito superiore.

Il XIII è un numero sacro perché è una via segreta per arrivare alla concretezza, è lo Spirito Santo incarnato, che acquista un corpo fisico in questa dimensione, è Cristo, è l’Avatar, è la Manifestazione di Dio nel Qui ed Ora.

La paura a cui è sempre stata soggetta è legata alla dualità, è legata alla chiarezza che affrontare il cambiamento richiede, la lucidità che sfiora la pazzia nell’analisi della situazione umana che va estirpata se non ci si sta più dentro. La paura è legata al senso di finito che ogni umano ha nelle cellule e che non riesce a trasformare in nuovo inizio, nuova nascita.


Ora, mia cara, la Temperanza.
Questa è una carta di Resurrezione.
Il Mondo delle Idee è rimasto al di là del Velo, l’Anima ha preso una forma, è entrata in un contenitore (Appeso) ed ha assaggiato il senso del Limite e del Finito (Morte).
La Temperanza rappresenta il momento in cui la persona, la coscienza contenuta in un corpo, accetta la sua incarnazione perché la vede come una fonte di esperienza che poi la riporterà nella leggerezza da cui proviene.
Non solo: questa è la carta dell’Alchimista, perché mescere i liquidi, lo scambio tra i liquidi ci fa intravvedere la possibilità della dissoluzione. Ad ogni passaggio il liquido perde qualcosa di sé e diventa altro, mescolandosi con l’altro liquido. Raffinamento, dissoluzione: si perde il senso dell’identità e si diventa altro. E qui ci sono due strade: la strada dell’Alto e la strada del Basso. Entrambe finiscono nell’Arcano successivo ma a due livelli diversi:  l’accettazione dell’incarnazione da parte della coscienza porta la persona ad immedesimarsi  definitivamente nella densità della Terra.

Il secondo livello (strada del Basso) è quello della coscienza che, entrando nella materia, dimentica totalmente, si addormenta completamente e si identifica solo con l’ego. Qui non c’è storia, c’è solo materia, ruolo di vittima o carnefice, richiamo della carne, bassezza.  Questa è la posizione che più ci espone ai risvegli della Torre.


La 15, il Diavolo, è Lucifero, è il grande Portatore di Luce, è l’Intelletto sublime che vuole essere più grande di Dio, è la presentazione della logica mentale, è la freddezza dei sentimenti in nome di un lucido controllo. E’ il controllo totale della realtà perché non crediamo in nulla di spirituale più grande di noi. Ci identifichiamo solo ed esclusivamente con una dimensione visibile e ci reputiamo grandi e padroni del nostro mondo. Ecco perché c’è la Torre dopo, che è la nostra salvezza, colei che ristabilisce le misure. 


La Torre si rifà all’antico mito della Torre di Babele, il tentativo dell’Uomo di ergersi al pari di Dio. In realtà l’Uomo è come Dio, Dio è dentro l’Uomo, l’Uomo è un Microcosmo. Uomo e Dio sono PARI. Quello che è sbagliato è il modo in cui si vuole assurgere a quella posizione. Nel Diavolo è l’Intelletto che si vuole mettere al pari di Dio, mentre Dio sta nel cuore dell’Uomo. Se l’Uomo creasse solo dall’Intelletto, si andrebbe a finire molto male, preda di denaro ed arrivismo, di potere fine a se stesso. Bilanciando Cuore ed Intelletto si arriva all’equilibrio perfetto. Ma prima è necessaria la Torre, che riporta a zero la situazione. La Torre è il reset totale di quello che abbiamo fatto finora. Si riparte. La tempesta arriva e porta via il superfluo. Si riacquisisce la Pace nel Flusso del Cosmo delle Stelle, dove avevamo iniziato il viaggio di comunione con il Tutto. Torniamo completamente nudi a riprendere in mano la nostra vita, angelicati, purificati, dopo i forti eventi che l’attraversamento dell’ego ci ha procurato. Siamo pronti per un nuovo ciclo , nuove prove ma con risultati sempre migliori, perché la Vita non cambia le sue modalità, ma siamo noi che cambiamo atteggiamento di fronte alle solite modalità della vita.




Questa è l’ultima parte della Ruota, il capitolo finale del libro, ciò che parla di Tutto Ciò Che E’, perché sono gli Archetipi più elevati della Natura Umana, la Trascendenza, l’Uscita dal Corpo, il Completamento, il Raggiungimento della Quintessenza.
Iniziamo dalla Lama delle Stelle – il flusso cosmico. Questa carta è una mappa stellare dei percorsi dell’Anima. Si parte da una delle sette stelle per giungere in questa dimensione, fare esperienza e arrivare alla comprensione che l’esperienza stessa è fine a se stessa, non siamo ciò che stiamo attuando, ma stiamo imparando. Come quando impariamo un nuovo sport, noi non siamo quello sport, esso è solo un mezzo per fare un’attività e raggiungere un beneficio fisico. Finita la partita, noi torniamo a casa. Meglio avremo fatto pratica, meglio sapremo giocare, più divertente sarà il gioco. Sceglieremo sempre partner diversi, finché non identificheremo il partner più divertente, o che riterremo alla nostra altezza.
Le sette stelle sono le 7 qualità planetarie che l’Anima ha dimenticato di avere durante la sua discesa nella densità e che dovrà recuperare attraverso il processo di risveglio – come descritto nel procedimento alchemico di dissoluzione e coagulazione.
Questa mappa stellare diventa leggibile solo dopo aver attraversato le vicende umane, le elevazioni e le cadute dell’ego, che portano alla disidentificazione della personalità e ci riconnette con il disegno dell’anima. E’ l’uscita dal tunnel, è la fine del dolore dell’attaccamento al passato.
Allontanando il passato, noi lo possiamo integrare, così sparisce il conflitto. E’ una posizione molto ultra-umana, perché è totalmente avulsa dall’ego. 

Per questo qui regna la Luna, che è il regno dell’Oscurità e della Confusione. In realtà buio e confusione vengono percepiti dalla mente, perché questo non è il suo campo. La Luna mette fuori uso la mente, le crea una barriera perché non possa interferire, apre una finestra d’azione per l’intuizione, la sensibilità e il cuore. Questi tre strumenti ci permettono di passare attraverso un sereno processo di integrazione di ciò che ci spaventa perché non giudicano in base alla dualità giusto/sbagliato, così si procede oltre per entrare nella Pura Luce.
Siamo arrivati alla Lama 19 – abbiamo appena percorso le tappe 17 – 18 -19 e numerologicamente siamo nell’8/9/10 – la fine e l’inizio di un giro di vibrazione superiore. Siamo nell’illuminazione. Le ultime 3 Lame, Sole, Giudizio e Mondo sono i tre scalini superiori del corpo umano – cuore (Sole), gola (Giudizio), terzo occhio (Mondo).


La corona è il Matto – connesso ai regni divini.

Queste tre Lame descrivono il processo di illuminazione, risveglio e realizzazione. Il simbolo principale che si ritrova è il cerchio, il ciclo continuo, Ciò Che Non Ha Mai Fine. E’ il respiro eterno dell’Universo, del Multiverso, di ciò che va e poi torna. Sono i misteri che possono essere compresi dopo aver varcato la soglia della città della Luna. Come tali, ora non dirò altro – per permettere al lettore di sviluppare la sua intuizione, lasciando ulteriore spazio alla crescita individuale all’interno di questi archetipi, che verranno da me trattati a tempo debito.

E così è.
Ahyrnel per voi    

Stefania Ashtalan Marinelli










21 commenti:

  1. bellissimo questo articolo! Sarei interessata ad un tuo reaponso breve come hai scritto.
    Paola Urbano è il mio nome e cognome.
    Grazie, attendo con impazienza.

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    1. Ciao cara! su cosa deve essere il breve responso?

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    2. Ciao Stefania ho controllato a lungo se avessi risposto, ma alla fine pensavo che la pagina fosse stata abbandonata. Grazie per aver risposto. Mi piacerebbe sapere se la relazione che ho si realizzerà in una convivenza. Ti seguo su Google sempre. Ti abbraccio

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    3. Paola Urbano, ti rispondo solo ora - qual è la tua data di nascita?

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    4. Carbonia (CI) 10.01.62 0re 10,30 grazie!

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  2. ...molto bello, grazie e la seconda parte?

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  3. Ciao sono Paola Bacciardi se possibile vorrei un suo responso gratuito come da le scritto sopra. Grazie

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    1. Ciao Paola, ho bisogno anche della data di nascita.

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  4. Ciao sono Elena Bianchi, mi piacerebbe avere un responso gratuito sulla mia vita sentimentale. Grazie 1000

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    1. Ciao Elena, non fornisco responsi gratuiti su argomenti specifici, ma solo sulla numerologia legata ai Tarocchi

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  5. Ciao e grazie per le preziose informazioni che segnali sul blog. Mi chiamo Raffaela Margherita Ranieri (solitamente, mi firmo Raffaela Ranieri) e ti chiedo, cortesemente, un responso gratuito sulla mia situazione economica. Ti ringrazio di cuore.

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  6. Raffaella, come per Elena, non fornisco responsi gratuiti su argomenti specifici. Solo sulla numerologia legata ai Tarocchi

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  7. Buongiorno Stefania, il mio nome è Fabio Zeppilli, ascolterò cosa i tarocchi mi indicano per il mio cammino. Grazie

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  8. Se ci sei Anna Scurti, secondo nome Romana...18/11/1964 ore 13
    Grazie!!!

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  9. Ciao, grazie di cuore, articolo stupendo. Se vuoi e puoi riceverei volentieri una tua lettura dei Tarocchi riguardante me:
    Daniela Floris
    28/09/1974

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    1. Ciao, rispondo solo ora dopo un tempo lunghissimo. Il blog si è evoluto, è diventato molto esteso ed abbraccia vari argomenti, per cui ora mi dispiace di dire che non più tempo per fornire il responso numerologico gratuito.
      Un abbraccio, Stefania

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  10. Ciao mi chiamo Elena Paolella nata il 19.8.1971 vorrei il tuo responso gratuito sui tarocchi....grazie

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    1. Ciao Elena, rispondo dopo un tempo lunghissimo. Il responso gratuito non riguarda i Tarocchi ma la numerologia. In ogni caso, come ti sarai accorta, alla luce dello sviluppo del blog, non più il tempo di accontentare la tua richiesta. Spero di averti ancora tra i miei lettori, magari nella sezione dedicata all'Astrologia Intuitiva.
      Un abbraccio,
      Stefania

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  11. Ciao Stefania, ti ho conosciuto ad una conferenza molto bella al ristorante Portico di Torrette, quando riesci vorrei il mio responso: Cecchini Sabrina 19-03-1985 ore 2:00, grazie mille e buona vita.

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